Applausi per te !!!!

Hai scritto delle meraviglie che fanno venire la pelle d'oca specie questa parte qui sopra relativa a Achtung Baby e allo ZooTv...

Stai plaudendo ad un abominio: “With or Without You si pone al termine di un trittico memorabile (con Where the Streets Have No Name e I Still Haven't Found What I'm Looking For) che ha una forte pregnanza religiosa volta in particolare alla ricerca di un equilibrato e sereno rapporto con Dio.” (fonte: Wp).
Bono e la sua combriccola ripropongono null’altro che roba vetusta e fetida di 2000 anni fa (Gloria...in te domine
Gloria...exultate
Gloria...Gloria).
Insomma, si deve per forza tornare a riscoprire l’”acqua calda” per togliere i prosciutti dagli occhi e dalle orecchie:“L'Anticristo é il testo con cui Nietzsche si scaglia apertamente contro il Cristianesimo, colpevole di rendere e mantenere ignoranti le persone e di aver causato nella storia milioni di vittime. Il cristianesimo ha sostituito la verità con la fede che qualcosa sia vero. Anzi alla ricerca della verità ha posto un "divieto", e ha sostituito questa, che é la più autentica delle virtù, con le virtù teologali: fede, speranza e carità, che sono 3 "accorgimenti" a cui il cristianesimo é ricorso per distogliere l'uomo dalla ricerca della verità, e poterlo così signoreggiare, addomesticare, dominare".
“
Come Alive” (2007) dei Foo Fighters è uno dei più importanti brani della storia del rock.
Cito: “non contiene alcuna particolare innovazione musicale, ma come manifesto di RESURREZIONE non ha precedenti di pari livello. Dave Grohl è andato a visitare le tombe dei quattro principali martiri rock del ciclo di lunazione (cfr. “Donnie Darko”, con “The Killing Moon” degli Echo and the Bunnymen e la fine del mondo del protagonista entro 28 giorni). Morrison, Joplin, Hendrix, Cobain, tutti morti a 27 anni. 28 è la media fra il mese siderale di 27,3 giorni e il mese sinodico di 29,5 giorni (vedi “x”).
Grohl non fa come la vedova Cobain, non “sopravvive a ciò” (“Live through This”, 12 aprile 1994), ma si piazza sui loro sepolcri e intona il mantra di Lazzaro: dopo aver duellato tra la morte e la vita, fra melodie discendenti e ascendenti, fra acustico ed elettrico, dopo essersi confrontato direttamente con l’armonia più funeraria del rock, la sequenza di tre accordi (barrè aperto: Re, Do diesis, Si) di “Bela Lugosi’s Dead” dei Bauhaus, al minuto 3 e 28 inizia a urlare, urla, urla all’impazzata: “Come Alive”, appunto. Sempre più forte, sempre più elevato, liberatorio e pasquale.
Seems like only yesterday
Life belonged to runaways
Nothing here to see, no looking back
Every sound monotone
Every color monochrome
Life began to fade into the black
Such a simple animal
Sterilized with alcohol
I could hardly feel me anymore
Desperate and meaningless
All filled up with emptiness
Felt like everything was said and done
I lay there in the dark, and I closed my eyes
You saved me the day you came alive
Still I try to find my way
Spinning hours into days
Burning like a flame behind my eyes
Drown in out, drink it in
Crown the king of suffering
Prisoner, a slave to the disguise
Disappear the only thing
Bittersweet surrendering
Knew that it was time to say goodbye
I lay there in the dark and I closed my eyes
You saved me the day you came alive
No reason left me to survive
You saved me the day you came alive
Come Alive [x33]
I lay there in the dark and I closed my eyes
You saved me the day you came alive
Come Alive [x15]
Nothing more to give
I can finally live
Come alive
Your life into me
I can finally breathe
Come alive
I lay there in the dark
And opened my eyes
You saved me the day you came alive
Come Alive [x11]
Ovviamente il resuscitamento ha un senso positivo solo se si viene consegnati non alla solita vita sacra/sacrificale, ma a quella di san(t)ità”. La “sacralità della vita” significa semplicemente che essa viene considerata sacri-ficabile, poiché l’accento posto esclusivamente sul quantitativismo rende per l’appunto sacrificabile l’aspetto qualitativo. Invece, se il rispetto per la vita perviene a un carattere assoluto, allora viene inclusa anche la qualità e così si passa dalla sacralità della vita alla sua SANTITÀ, nel senso etimologico di san(t)ità integrale.”