alla fine a distanza di 10 anni no line rimane la loro migliore opera da pop (per me).
Questo anche secondo me, ma bisogna dire che non svetta particolarmente sugli altri. Diciamo che se All that you can't leave behind e Songs of experience sono album da 6, No line on the horizon è da 6,5
Non si può negare che è forse l'unico album che nasce sin dall'inizio con l'idea di far qualcosa di diverso, ossia quello di unire le musicalità magrebine con le istanze del pop tanto caro agli U2 del nuovo millennio. Non si può nemmeno negare che l'apporto diretto di Brian Eno e Daniel Lanois in fase di composizione dia alle canzoni uno spessore che quelle composte dai soli U2 non hanno (eccezione forse per la sola Breathe). Fossi stato in loro comunque avrei mantenuto un piglio più sperimentale nella ridefinizione dei brani in sede di missaggio, avrei lasciato stare will.I.am, e puntato su una cosa che suonasse come gli album di Brian Eno e David Byrne.
Nonostante, però, le criticità evidenti, l'album mantiene e conserva una sua dignità. Certo, c'è roba superiore in giro, e soprattutto nella discografia degli U2, ma non è certo un passo falso. Qualcuno può (forse a giusta ragione) trovarlo un po' pretenzioso, ma di certo è un buon album.
Resta forse il rimpianto di non aver mai sentito il Songs of ascent che avevano in mente all'epoca, e che, stando a quello che dicevano loro, avrebbe contenuto altre canzoni provenienti dalle registrazioni a Fez. Forse non sarebbe stata una gran cosa, ma sicuramente avrebbe proseguito quella linea lì