Inviato 31 October 2019 - 12:30 PM
Per me All that you can't leave behind è il disco del liceo. Il primo dei nostri alla cui uscita abbia assiatito in modo consapevole, dato che, prima di allora l'eco delle gesta degli U2 mi era giunta solo indirettamente, attraverso gli ascolti, per lo più circoscritti al the best 80-90 e a Pop, di mio fratello e di mio cugino più grandi. Per ciò solo, è chiaro che nel mio cuore rivesta un'importanza particolare. Ricordo ancora quando, durante il tragitto a piedi casa-scuola, con il lettore cd portatile, ascoltavo Walk on e mi davo la carica per tutta la mattinata di lezioni.
Ma, al di là del significato che assume a livello personale, concordo pienamente col Maestro Illusion: si tratta senz'altro del miglior album post 1997, quello complessivamente più coerente (al pari, da questo punto di vista, di Soe), più coeso, musicalmente parlando e dal mood più emblematico e riconoscibile. I pezzi di rilievo sono tanti. Su tutti svettano Kite, Walk on (le versioni dello Slane Castle di entrambe, sono inarrivabili), Beautiful day, ma, personalmente, sono altrettanto affezionata a In a little while, Wild honey e Peace on heart che per me è un pezzo bellissimo, la cui apparente semplicità non toglie nulla alla poeticità del testo, che anzi, ne esce rafforzata. Concordo con Kukku circa il fatto che When I look at the world sia stato un pezzo troppo a lungo sottovalutato e che New York sia un brano elegante, sofisticato e di gran classe. In generale, tra tutti gli album degli U2, è quello che, se lo metto su, non posso fare a meno di ascoltare per intero!! Insomma niente polvere, MAI, sopra questa valigia, che mi accompagna fedele, dall'adolescenza e che continuo ad ascoltare, davvero, con lo stesso entusiasmo di allora. Solo Soe, al momento, potrebbe insidiarne il primato, ma occorre attendere la prova del tempo.
A Torino non c'ero. C'era però una delle mie migliori amiche che ne fece ritorno in stato catatonico, tale era stata l'emozione. Ed ascoltando il suo report della serata partii alla vera scoperta degli U2, andando a ritroso fino a Boy e ritorno. Un incredibile viaggio, che continua senza sosta. Un viaggio intrapreso portando con me una valigia riempita con tutto il necessario: tutto ciò che non può essere lasciato alle spalle.
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