Esatto: che paghi l'organizzazione, il riccone/VIP, il turista bauscia o il fan credulone da qualche parte i soldi arrivano.
@dapaladi: se riuscissi a farci l'identikit dei vari profili che frequentano Las Vegas ancora meglio.
Sicuramente riesco ad immaginarmi quello del turista bauscia e del VIP che gira senza scucire un centesimo di tasca propria.
las vegas è la città dove si tengono più fiere e congressi negli stati uniti, e forse al mondo. quindi è strapiena di business man.
poi ci sono tanti che da los angeles vanno il weekend a las vegas, perché francamente los angeles non offre molto come vita notturna e gli spostamenti sono estenuanti oltre che piuttosto pericolosi, mentre a las vegas ci si può divertire più in sicurezza e a qualunque ora. per i vip poi ci sono ingressi o interi locali riservati quindi è molto frequentato da loro.
poi ci sono i giocatori ovviamente, e qui ci sono davvero di tutte le categorie, dai ludopatici morti di fame agli emiri arabi.
c'è poi tanto turismo e molti viaggi di nozze anche perché è una città dove il rapporto qualità/prezzo è molto buono.
i residenti non sono tantissimi, e lavorano quasi tutti nel turismo e intrattenimento.
io ho lavorato per alcunì anni con una azienda chiamata zappos con sede a las vegas il cui ceo tony hsieh (purtroppo scomparso) stava investendo molto sulla parte meno conosciuta della città a favore dei residenti, ed era uno degli organizzatori del festival musicale the burning man di cui si è parlato molto quest'anno.
fra residenti e turisti non corre buon sangue, ma comunque fanno in modo di non darlo a vedere. in generale chi conta qualcosa viene trattato con molto più riguardo e gli vengono offerte molte cose gratuitamente perché in questo modo con conoscenze di alto livello ti si aprono un sacco di porte a livello politico e imprenditoriale, dopotutto il modo più semplice per restare ricchi è non spendere e questo è quasi un mantra fra i ricchi americani che non fanno che raccontarsi anedotti fra di loro di cosa gli hanno dato gratis vantandosene.











