Il problema è che chi in questi mesi non si è schierato con il partito dei “questi non sono gli U2” è stato tacciato delle peggio cose, accusato di non essere un vero fan e ha subito attacchi verbali talvolta violenti.
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Le comunicazioni potevano essere fatte meglio? Certo che sì ma nella vita tutti sbagliano o semplicemente certe cose non potevano essere dette.
io non so chi sia stato così maleducato da prenderti a male parole, conoscendoti avrai risposto senza problemi con gli stessi toni, ma su questo argomento ci tengo a puntualizzare che non è una scelta fatta ‘per partito preso’.
Non è un argomento che va banalizzato quasi scolasticamente. Gli U2 in me sono da sempre istinto puro, un invisibile flusso di scambio di situazioni spontanee tra me e loro.
Parlo per me, fan U2 come tanti, appassionato degli early years e segugio curioso alla costante ricerca di aneddoti di quegli anni nei quali si sono formati gli U2.
Una band nata nella stessa scuola, maturata attraverso le esperienze vissute insieme, costruita ‘quasi a tavolino’ con un progetto che è molto visibile anche nei dettagli. Quei fantastici anni trascorsi a costruire la fan base, che attraverso il vissuto e la relativa maturazione dei singoli quattro componenti, sono sfociati concretamente nell’apporto di ognuno nelle canzoni.
Una coerenza quarantennale che noi, che andiamo un po’ più in profondità, non possiamo non considerare.
Nel mio escursus, mi è capitato centinaia di volte di descriverla a chi mi chiedeva: ma come mai tutto questo attaccamento agli U2?
È una delle loro caratteristiche migliori, per come la vedo io.
La descrizione sommaria dei ‘miei’ Eroi positivi, per me degli esempi, persone che hanno mantenuto salde le loro radici, attaccati alle famiglie e che frequentano da sempre le solite persone, mai rimasti incastrati in gossip o scandali, ragazzi che da una cucina, sfacciatamente sono andati alla conquista del mondo, diventando uomini profondi ed uniti.
Regalando migliaia di momenti indelebili, unici e sempre vissuti con la stessa intensità, sia nella mia cameretta, sia sottopalco in qualsiasi parte del mondo.
Nel caso specifico stiamo parlando di 25 concerti, probabilmente a salire, nei quali verrà celebrato Achtung Baby a Las Vegas.
Non ci sarà Larry. Joe ha detto a Phenix che ha avuto quattro interventi e relative convalescenze che ne hanno ritardato il rientro
(Ah.. questa è una fonte certa, che alimenta ragionamenti che si basano su dati certi…)
Gli U2 ci hanno abituato ad altri atteggiamenti, che abbiamo sempre rispettato tenendo in considerazione che sono gli U2, loro quattro.
Nel 2005 e nel 2010 hanno spostato intere leg per problemi di simili entità. Legs con prevendite già esaurite e venue sold out, voli acquistati che ognuno ha dovuto posticipare perdendoci pecunie e prenotazioni, ma la motivazione ed il coerente atteggiamento della nostra band, ci hanno sempre fatto comprendere. Questi sono gli U2.
Nel caso specifico di Las Vegas, c’è una vergognosa mancata Comunicazione che è un aspetto che non va bypassato e banalizzato. Ok non c’è più McGuinness, non c’è più un atteggiamento di base rispettoso nei confronti dei fan. Ok i tempi cambiano, ci si dovrebbe adeguate. Ok tutto…
L’amore per la band lo proviamo tutti, per quanto mi riguarda, è incondizionato finché c’è rispetto, situazione che abbiamo percepito da sempre e nei minimi dettagli. Ed in questo caso hanno invece spalancato le porte al fautori del consumismo più esasperato in ambito Live.
Altro enorme problema di coerenza è rappresentato da Azoff, MSG Company e Live Nation Entertainment, non sono mai entrati nel nostro mondo e che in virtù di quanto mi sto permettendo di scrivere, ci vedono solo come i consumatori di un prodotto.
Non possono nemmeno essere avvicinabili alla leggendaria storia degli U2.
E poi, (nel concetto per carità), ma tutto questo cosa c’entra con RED, Drop The Debts, One o i primi atteggiamenti verso Greenpeace, Amnesty International, di cui negli anni ci siamo via via beccati il pippone immancabile?
In qualche chiacchierata fiume con Fran Tomasi, mi sono rimasti impressi i suoi racconti sull’organizzazione di Modena 87.
Il prezzo del biglietto che veniva deciso da loro quattro, in particolare proprio Larry e che si delineava dagli incontri con lui che sottoponeva l’elenco dei costi.
Prezzo che “non doveva essere il più basso ma nemmeno il più alto sul mercato” cit.
Chiedevano quanto veniva il posto unico di Madonna e si regolavano di conseguenza.
Situazioni che agli occhi dell’eterno ragazzo che per gli U2 non ha nessuna barriera, li rendevano umani.
Nel caso specifico c’è anche una vergognosa gestione della vendita, scandalosa da qualsiasi parte la si voglia vedere.
Pathos creato ad arte, salvo poi estrarre dal cilindro una quindicina (sic) di date aggiuntive dovute alla domanda. Grazie al Cz… sono gli U2…
Fan quarantennali che devono avere il bollino Verified Fan, che devono scegliere le date e qualche bimbominkia decide si o no, offensive e selettive waitlist, quotazioni da azionisti dei titoli.
Pack comprensivi di notti in Hotel con pavimenti di San Marco fotocopiati, emblema del Kitch e del consumismo (estremizzando e banalizzando).
Dove è il rock in tutto questo?
Tutto un modo di fare che ha alimentato le chiacchiere, che ha diviso un enorme mondo che era più o meno unito. Questa non è una svolta nel sound, nello style come avvenuto diverse volte in passato, qui si presenteranno per venticinque volte senza il fondatore della Larry Mullen band.
Mi sto forzando a convincermi che sia una americanata e sinceramente lo spero fortemente che una volta terminata si tornerà alle nostre consuetudini.
Lo spero perché in USA funziona proprio così.
Finché ero a New York City, c’erano ancora i Knicks nei play off NBA, giocavano al Madison in quei giorni ed ho valutato l’idea di andarli a vedere: 485$ piccionaia, 9mila dollari posti bordo campo. E biglietti venduti, pochi posti liberi.
E quindi penso: ma allora sono io che non sono al passo con i tempi, no.. questa è un’altra storia.
Con gli U2 si parla con il cuore, con gli U2 si fanno valutazioni diverse, non c’entra dove, come, quando, sono tutto un altro genere di sensazioni.
Per quanto mi riguarda, se penso che suoneranno AB senza Larry, ho motivo addirittura per incazzarmi con gli U2. Un album pezzo di vita di cui conosciamo tanto della sua genesi e che ne valutiamo l’immenso valore artistico, non va celebrato senza uno di loro.
Non esistono concetti tipo: vogliamo essere i primi ad inaugurare The Sphere o ‘c’è un contratto da rispettare’, o fantasiose elucubrazioni su penali o altro.
Sono gli U2 cazzo… dovevano andare oltre.