meglio del precedente senza dubbio
U2PLACE is Bigger Than Anything in its way
No Line On The Horizon
#316
Inviato 30 November 2024 - 02:39 PM
- Maxblind76 piace questo
#317
Inviato 02 December 2024 - 11:17 AM
ascoltato stamane dopo tanto tempo.
Per me invecchia malissimo.
E' stato uno dei tour che mi ha preso meno e attualmente dell'album ne salvo tre, quattro al massimo.
- lince and kukkumaruz like this
#318
Inviato 02 December 2024 - 11:42 AM
adoro Breath e Fez
e tranne gli stivali è un album che apprezzo abbastanza
trovo troppi oh oh oh in generale in tante canzoni
- Maxblind76 piace questo
#319
Inviato 27 February 2025 - 09:37 PM
16 anni fa... sembra ieri. Lo ascolto ancora molto volentieri
- René Ferretti, The Larck and Maxblind76 like this
#320
Inviato 27 February 2025 - 11:47 PM
16 anni fa... sembra ieri. Lo ascolto ancora molto volentieri
L'ho riascoltato proprio qualche giorno fa. Resto sempre del parere che sia un bel dischetto
- The Larck, nloth and U2me like this
#321
Inviato 28 February 2025 - 03:19 PM
meglio del precedente senza dubbio
No. Non sono d'accordo
#322
Inviato 28 February 2025 - 03:23 PM
No. Non sono d'accordo
anche io non sono d'accordo. Sono molto diversi con delle perle in ognuno. La differenza vera sta nel successo commerciale, e credo che sia netta
- baccus piace questo
#323
Inviato 03 March 2025 - 06:50 PM
#324
Inviato 12 March 2025 - 05:48 PM
16 anni fa... sembra ieri. Lo ascolto ancora molto volentieri
Mammamia, 16 anni! ![]()
Bello rileggere le recensioni di allora!!!
Cos'era lecito chiedere, cos'era lecito aspettarsi oggi dagli U2? I quattro ex ragazzi d'Irlanda erano finiti nelle sabbie mobili di una crisi - musicale, certo non di vendite - profonda: crisi di identità ("Pop"), di ispirazione ("All That You Can Leave Behind"), crisi addirittura come musicisti tout court ("How To Dismantle An Atomic Bomb"). Grossi problemi di forma e sostanza, laddove la prima era quella di una arena-band totalmente priva di stimoli su disco, con una vena melodica e una ricerca sonora divenuta talmente annacquata e didascalica, e la seconda quella di un leader maximo che aveva rotto la coesione e l'essenza della band, creandosi un'immagine e un ruolo assai distanti dalla musica. I cinque anni di silenzio antecedenti l'ultima nuova uscita sono sintomo di cosa? Lavoro, apatia, mero disinteresse?
Per rispondere agli interrogativi posti occorre premettere una considerazione semplice semplice: il trentennale degli U2 non può non risentire della perdita di smalto, di brillantezza, di irriverenza, insomma, della bruciante gioventù che aveva fomentato i loro cuori. "No Line On The Horizon" non può suonare come "War" o come "Acthung Baby" per ragioni strettamente fisiologiche ancor prima che musicali. Quel che era lecito chiedere a questo nuovo album era quantomeno che si smettesse di tirar fuori il paravento di un - impossibile - ritorno agli antichi fasti, si prendesse coscienza dei propri mezzi attuali e si iniettasse una gran dose di lavoro.
Fortunatamente, il primo elemento a risaltare chiaro, lapalissiano, una volta terminato l'ascolto di "No Line On The Horizon", è proprio la quantità - nonché la qualità - del lavoro impiegato nella sua costruzione. La sapiente cura con cui vengono cesellati i brani, i minori quanto quelli portanti, è tanto palese quanto la valenza delle scelte di produzione. La coppia d'esperienza Eno/Lanois porta un suono sì lambiccato ma capace di colorire adeguatamente i brani, nonché perfetto nel rinsaldarne l'ossatura. Quello che viene fuori è un disco di mezzi toni, di sfumature, di ampio respiro e grigio come la sua copertina, in cui tutto ciò che sono stati/hanno pensato gli U2 concima il loro presente.
Le tastiere liquide che aprono "Magnificent" fanno da anteprima a un bel tuffo nel passato, frutto della chitarra di The Edge che ritrova epiche ormai antiche su cui Bono si fa raffinato interprete, con la complicità di arabeschi e di una melodia cristallina. Un brano di bellezza immediata e di classica maturità. Altrove il trait d'union col passato si fa più labile: come in "Moment Of Surrender", un lungo gospel ricco di pathos, per organo, archi e beat elettronici, o come l'evocativa distesa "Fez-Being Born", in cui la melodia prende la linea del racconto per immagini, sostituendola alla logica strofa-inciso.
Il capolavoro di questo modus operandi, il brano meglio rappresentativo del nuovo corso, si chiama "Unknown Caller". Trattasi di uno splendido momento corale, in cui chitarra e sezione ritmica si limitano a incorniciare il lavoro di voci fino a quando viene lasciato spazio a un intensissimo solo di The Edge di rara profondità.
A questo punto sarà evidente che la sfacciataggine del singolo "Get On Your Get On Your Boots (la peggior canzone degli U2)" non è che un aspetto minore. Piazzato a centro album, quest'ammiccante funkettino è, con le compari "I'll Go Crazy..." e "Stand Up Comedy", solo un momento di libertà ("Hey sexy Get On Your Boots (la peggior canzone degli U2), I don’t want to talk about the wars between the nations"), di rock'n'roll in senso stretto - non a caso sono gli unici tre pezzi non firmati anche dai produttori - che, per quanto sarà inviso a parecchi fan, spezza senza per questo creare grossi cali di qualità. Perché, alla fin fine, il valore di "No Line On The Horizon" trova la sua conferma proprio nei numeri base, come la solida e potente "Breathe" o come il crescendo della title track. Brani che mantengono la giusta rotta nell'attesa dei momenti più aulici, tra cui non può non citarsi la deliziosa "Cedars Of Lebanon", suadente ballata sottovoce che chiude il disco con il miglior testo del lotto (testi che, ad onor del vero, globalmente non brillano).
"No Line On The Horizon" segna il ritorno degli U2 alla musica, senza che per questo si debba parlare di grande stile. Lo stile è piuttosto finalmente consapevole, finalmente maturo, finalmente faticato, i pezzi sono scritti e arrangiati con classe e applicazione se non passione, in maniera tale da superare i limiti d'età. Il risultato complessivo riporta ai tempi di "Zooropa" e, detto francamente, si tratta di un mezzo miracolo.
https://www.ondarock...oni/2009_u2.htm
- Maxblind76 piace questo
#325
Inviato 12 March 2025 - 06:08 PM
Ad essere sinceri le recensioni non è che furono del tutto entusiastiche all'epoca. Ondarock diede 7 all'album parlando velatamente di ripresa e ritorno alla musica, ma altre (da sentireascoltare a Pitchfork) furono piuttosto severe, pur riconoscendo i buoni spunti di partenza. Sul Mucchio il disco fu accolto in maniera freddina (recensione di John Vignola che gli dava una stiracchiata sufficienza, mentre su Extra Aurelio Pasini lo stroncava). Recensione pesantissima da parte di Zingales che gli diede 0 (pur ammettendo di aver ascoltato solo il singolo d'apertura... Vabbè questo la dice lunga sulla serietà del recensione) su Blow Up. Persino su Rockstar furono piuttosto severi
Tutti più o meno riconoscevano il tentativo di cambiare direzione, ma molti pensavano che la montagna avesse poi partorito il topolino
Io sinceramente resto del mio parere, pur riconoscendo che No line on the horizon appartiene al catalogo minore degli U2: è un onesto dischetto della vecchiaia, dignitoso e con diverse belle canzoni
#326
Inviato 12 March 2025 - 06:11 PM
beh dai, vecchiaia...quando chiusero le registrazioni, avevano 47/48 anni...
adesso sono vecchi...
![]()
#327
Inviato 12 March 2025 - 06:12 PM
beh dai, vecchiaia...quando chiusero le registrazioni, avevano 47/48 anni...
adesso sono vecchi...
Si, ok, parlo ovviamente di vecchiaia artistica. No line on the horizon è pur sempre il dodicesimo disco in studio del gruppo (tredicesimo se contiamo anche il disco dei Passengers), che all'epoca comunque aveva abbondantemente superato i trent'anni di attività. Insomma non erano proprio dei guagliuncelli ![]()
Messaggio modificato da René Ferretti il 12 March 2025 - 06:13 PM
#328
Inviato 12 March 2025 - 06:50 PM
sissì, non voglio metterti i puntini sulle "i", ma: quando a fine 2008 chiusero le registrazioni, erano trascorsi 29 anni dal primo singolo.
cmq concordo con quello che hai scritto, ovviamente. ![]()
#329
Inviato 12 March 2025 - 06:51 PM
Concordo. Bomba >>> No line
assolutamente. poi adesso abbiamo scoperto che dalla bomba hanno pure lasciato fuori dei pezzi notevolissimi...
- Triz piace questo
#330
Inviato 31 December 2025 - 12:34 PM
Di recente ho riascoltato alcune cose da No Line dopo anni.
Mi hanno colpito alcune scelte di produzione davvero poco enfatiche (alcune batterie sono davvero mixate senza nessuna personalità o cose del genere) e la tendenza di diversi pezzi a non arrivare da nessuna parte. Tipo Unknown Caller me la ricordavo abbastanza epica, invece ha questo intro lunghissimo buttato lì, una strofa senza nessuna melodia, perfino l'assolo spesso celebrato l'ho trovato stucchevole.
Ho pensato che probabilmente è il loro disco peggiore in termini assoluti. Soi lo ritengo il loro punto più basso in termini di tutto (ispirazione, produzione, arrangiamenti) ma come disco è paradossalmente più coeso e con una direzione concettuale precisissima.
Come credo molti, ritengo che è durante la lavorazione di No Line che i nostri si siano persi definitivamente. Non posso fare a meno di chiedermi... perché?
Venivano da un lungo e faticoso riposizionamento stilistico che aveva condotto a due album di grande successo con vincite di grammy, con risultati ottimi nell'ultimo lunghissimo tour che li aveva riportati negli stadi di tutto il mondo.
Poi fanno pausa e se ne escono con un disco pieno di buoni spunti ma tutti gestiti malissimo, enfatizzando le cose peggiori, inanellando pezzi noiosi e senza chiari riferimenti tematici. Inoltre perdendo la loro leggendaria capacità di individuare singoli significativi.
Breathe, se snellita nella struttura, sarebbe stata una instant classic alla U2 e fosse uscita come primo singolo avrebbe cambiato tutto. O la title track, che è molto bella ma nessuna la conosce. O Moment Of Surrender, che pur nella sua pomposità aveva un portamento emozionante e la band la enfatizzò live ma non la rese un singolo.
A seguire, un disco presentato in modo sbagliato (ricordo quelle celebrative e banali giornate da David Letterman), Bono con la matita attorno agli occhi che abbozzava un personaggio stile The Fly che spariva poi senza lasciare traccia (ispirato al gemello morto di Elvis, ma che cavolo voleva dire), un tour pomposo sbagliato con scalette sbagliate, suonato pure senza grande passione, che ingranava dopo un sacco di tempo solo rimuovendo il grosso dell'album.
La mia idea è che ad un certo punto, durante la lavorazione, davvero il gruppo credette che l'album fosse il suo nuovo Achtung Baby e il 360 il suo nuovo ZooTV. Pensavano di parlare un doppio linguaggio sia rock che pop, pensavano che fosse acuto e geniale proporre roba come Get On Your Boots (la peggior canzone degli U2) alle radio. Poi, a cose fatte, si resero conto della cazzata ma ormai era tardi.
Cosa successe tra il 2006 e il 2007 da confondere così tanto la band?
Inoltre trovo buffo che il disco realizzato più o meno in parallelo da Daniel Lanois, Here Is What Is, ispirato anche dalle session con gli stessi U2, sia uno dei suoi migliori.
- Triz and _jamez_ like this
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