Come sono cambiati i tempi..
solo una manciata di anni fa, il Tour era in ambito Nazionale o poco più..
avevo l’adorazione nei confronti di un ragazzo di Padova che nel 1987 aveva già la mentalità molto più aperta della mia, per decidere di andare a vedere il Joshua Tree Tour a Dublino. Credo di essermi fatto raccontare dieci volte i particolari.
Cosi come lui, grazie a questo Forum ho conosciuto eccellenti fan, tipo l’amico catia&max, che era molto più avanti di me e negli ‘80 era riuscito ad entrare nel giro dei biglietti e quindi già girovagava per l’Europa nell’Unforgettable Fire Tour.
Persone come loro, hanno sempre avuto la mia massima stima per il coraggio, la mentalità, la maturità e la tenacia, che li ha portati a vivere momenti straordinari.
al gg d’oggi è una continua escalation, si prende l’aereo e si va, Australia, Giappone, India, Filippine.. oramai andare negli USA sembra di andare a vedere una data con eventi in bus
mancano una cinquantina di giorni, noto che c’è un approccio abbastanza tranquillo alle prossime date, il tour durerà quaranta giorni, 15 concerti targati Alberello, comincia a salirmi la voglia, lentamente ma in modo costante.
lmportantissima è come sempre la mentalità dell’approccio, sono momenti che ci dovremo dedicare a noi stessi ed alla nostra passione. Saranno le ultime chiamate nel nome di Joshua Tree, gli indecisi devono buttarsi, altrimenti i rimorsi rimbomberanno..Forza U2 fan!
Caro Massimo,
sei speciale, un amico speciale, e sempre molto caro.
Ti voglio e, insieme a Catia, ti vogliamo molto bene, e gioiamo per te, per questo viaggio meraviglioso che ti attende.
Goditi ogni attimo. La nostra passione ci ha aiutato ad allargare i confini e la nostra visione, sulla vita intera. A volte transitiamo per lunghi periodi di deserto, lo stesso che i nostri hanno inteso raffigurare trenta e passa anni fa... Non stupirti, con loro ci siamo trovati in uno spazio/tempo dilatato, "li abbiamo seguiti" anche quando non li vedevamo né sentivamo per anni, grazie a Dio abbiamo avuto le risorse economiche, anche con più di qualche sacrificio, e i confini si sono ridotti fisicamente, soprattutto, nel frattempo sono anche cadute molte "colonne d'Ercole". Molti giovani oggi studiano con naturalezza all'estero (Erasmus e non solo), per noi della provincia arrivare a Milano al sabato "a caccia" dei bei negozi di dischi, delle riviste straniere di musica, degli anfibi e dei "chiodi" in Via Torino... era come andare a New York. Nel caso in cui si possa, a livello economico, lavorativo, di salute, mai avere rimorsi: chi può salga su questo... aereo e raggiunga gli U2. Caro Massimo, rammenti come feci colpo su Catia, vero? Facendo il bello che aveva girato il mondo per gli U2 e che poco tempo prima era stato a Honolulu. Se gli avessi raccontato di sacrifici, studi, etc... sai che due palle uno che ti racconta queste cose?!
C'è un intero mondo che dall'Italia, dall'Europa, sta ormai trovando in Cina il proprio contesto operativo, ma anche sociale. Effettivamente sì, andare negli Stati Uniti è un "evento in bus". Ed è bello che sia così.
Per tornare a te, caro Massimo, preparati perché chiederò a te anche più di dieci volte di questa tua esperienza. Mi commuove pensare che sarai lì, che idealmente dirai a Bono e agli altri "sono arrivato qua, anche stavolta, sono qua"... avere questo pensiero sarà come abbracciarli, sarà come l'abbraccio di Bono, che ora osservo sempre più in profondità, con tutte le bellissime immagini che qui inserite. Osservo le sue espressioni sempre più profonde, profonde proprio fisicamente, solcate da ferite più che da rughe, e quasi senti e condividi le malinconie, le paure, forse le preoccupazioni. Ti troverai abbracciato dall'espressione sempre mite e sicura di Edge, dal monolite di Larry e dalla serena maturità di Adam. Per quello che canteranno, a questo punto delle loro e delle nostre vite, ritengo sia indifferente, per me potrebbero pure leggere. A questo punto non è per scalette/voce/etc, ma è per un'esperienza, profonda, di vita.
Caro Massimo, mi inchino a te, al tuo, comunque, coraggio, che vorrei chiamare fede. Un viaggio così non è indolore (parlo di economia stretta, familiare): se abbiamo avuto mentalità aperta negli anni '80, ciò che tu dimostri è molto di più. E' fede. E ti ammiro, sinceramente. E' fede che questa sarà un'esperienza che verrà ricordata per il resto della tua vita. E' fede poiché ogni aspetto di spesa sarà assorbito. E' fede nello splendore della vita, che va vissuta! Va vissuta finché si può e si deve! Ammirazione per te, caro Massimo, e stima per la persona meravigliosa che sei, sempre generoso e sempre sensibile.
Ti aspetto per quando torni. Alza un calice quando sarai là, come nel passaggio al Salmo 116 da Bad, a 40 fino a Streets dell'Elevation, alza un calice e brinda (anche a noi!) per questo "Gift from God"!!
Ti abbraccio e ti abbracciamo, strettissimo, un abbraccio forte anche a Silvia!
Catia&Max.











