Sta per iniziare un altro epico viaggio, al di là di tutte le canzoni che saranno o non saranno cantate.
Resto dell'idea, anche provocatoria, che "vivere" un concerto degli U2 non potrà mai essere qualificato per la tipologia delle canzoni. Questo, per me, fa più parte della scienza statistica, della cultura musicale analitica. Soprattutto ora, soprattutto dopo che a ogni immagine di Bono mi partono mille pensieri, laddove aspetti di "margine" prendono il sopravvento: l'età, il tempo che è passato (davvero, troppo in fretta...), la salute con cui bisogna fare i conti.
Ognuno è e deve essere libero di pensare come vuole, sempre in educazione e rispetto. Ma a questa partenza mi permetto di invitare a guardare e a vivere molto di più certi aspetti ed emozioni piuttosto che l'ordine e i tipi di canzoni.
In particolare, ora. Che potrebbe essere, naturalmente, anche l'ultimo giro di danza. Già le questioni sul costo dei biglietti ci stavano amareggiando, guardiamo allo splendore di rivederli, di seguirli e di sostenerli dopo così poco tempo.
Che sia un inizio di tour di grande benedizione per tutti!
È questo lo spirito con cui si ascoltano, anzi no, si vivono! Non ne esiste un altro, e non esisterà neppure se dovessero vivere altri 100 anni! Parole sante.









