Cilìa è un critico bravissimo, era una delle firme del Mucchio Selvaggio che seguivo con maggiore attenzione. È grazie a lui se poi anni e anni fa ho abbandonato Il Mucchio (che nel frattempo aveva cominciato ad affondare miseramente) per iniziare a seguire Blow Up. È un sostenitore degli U2 dalla primissima ora; sono suoi i primissimi articoli in Italia sui quattro dublinesi. Certo, nel tempo è diventato molto critico nei loro confronti, e sinceramente mi sorprende questa mannaia che lascia cadere su No line on the horizon, di cui all'epoca parlò bene. Tuttavia farei notare che nella recensione parla di una ritrovata vitalità (se non addirittura ispirazione) dei quattro. Poi ovviamente si può anche non essere d'accordo con lui (e su alcune considerazioni io non lo sono), ma non se ne può mettere in discussione la preparazione e l'onestà intellettuale (non lo stai facendo tu, Illusion, prendo solo spunto dal tuo post per fare questa mia considerazione)
Non ho intenzione di revocare in dubbio le capacità professionali del critico, ci mancherebbe. Fatto sta che se sei chiamato a recensire un lavoro, su quello devi focalizzarti. È legittimo, vien da sé, un breve excursus preliminare, magari al solo fine di mentovare al lettore dove ci eravamo lasciati. Se invece l’obiettivo è coventrizzare mezza discografia dell’artista, spesso con asserti infondati, allora per me il discorso cambia.
"A meno che non si verifichi un prodigio in forma di disco (atteso da qui a fine 2026) che smentendo ogni ragionevole pronostico si riveli dignitoso, il prossimo anno gli U2 potrebbero celebrare un trentennale. Tanto è trascorso da Pop, ultimo loro album degno di nota benché già li segnalasse in caduta libera rispetto a Zooropa, che a sua volta valeva una frazione di Achtung Baby."
Affermare (implicitamente) che All That You Can’t Leave Behind e How to Dismantle An Atomic Bomb non siano dischi dignitosi, a mio avviso, significa mistificare. Puoi esprimere disappunto perché gli U2 hanno abdicato a quel ruolo di “sperimentatori” che si erano cuciti addosso negli anni ’90; puoi parimenti affermare che il percorso musicale che ha avuto la sua genesi, sostanzialmente, ad inizio millennio non rende onore alla band che fu, ma non puoi alterare la realtà. Da un recensore è lecito attendersi obiettività, prima di tutto. Peraltro, asserire che “Zooropa valeva una frazione di Achtung Baby” è un giudizio capzioso, perché tutti sappiamo come fu realizzato l’album - propaggine avanguardista del precedente - edito nel luglio del 1993. Il confronto, semmai, dovrebbe essere operato con Pop. E quel rischio di “ridursi a macchiette” con Rattle and Hum, francamente, lo trovo assai ingeneroso: un disco, quello citato, che contiene grandissimi pezzi (inutile stare qui ad elencarli).
Sussumo la sua intera analisi con una chiosa testuale: “Tre decenni tondi, fra un anno e appunto salvo miracoli, che il quartetto di Dublino è artisticamente nullo”.
Ecco, un’uscita del genere, completamente falsa, me la aspetto da uno dei tanti detrattori degli U2 che scorrazzano sui social. Non da un autorevole recensore.
Messaggio modificato da Illusion il 28 February 2026 - 02:47 PM