Ma soprattutto, quando le vendite sono l’obiettivo principale, nessuna band rischia un cambio di stile come quello tra Joshua e Achtung, ma anche tra Boy/War/October e Unforgettable Fire se vogliamo. Una volta trovata la formula giusta che ti permette di vendere milioni di copie, se lo scopo è quello, la si ripete all’infinito: gli esempi nella storia della musica sono tantissimi.
Dipende anche dalle ambizioni, secondo me.
Fino a The Joshua Tree, il successo nelle classifiche era stato piuttosto modesto e, anzi, proprio questo rappresentava il cruccio maggiore in seno agli U2: il gruppo non si capacitava di come, nonostante tour assai acclamati, continuassero a sfuggirgli vendite milionarie di dischi.
Sai meglio di me che la palingenesi di Achtung Baby affonda le radici nella perentoria stroncatura del progetto Rattle and Hum, a causa della quale la band venne tacciata di voler ergersi sul medesimo scranno dei "mostri sacri" e iconici della musica americana. All’esito di quelle critiche velenose, gli U2 erano feriti, frastornati, incerti circa il percorso da intraprendere. E la gestazione travagliata del nuovo album, con le frizioni e i dissapori tra gli “avanguardisti” Bono e The Edge da un lato e i “conservatori” Adam e Larry dall'altro, ne è un fulgido esempio. Quel passaggio epocale, insomma, era un atto necessitato per un gruppo le cui fondamenta risultavano minate dalla colossale sbornia post The Joshua Tree: per mantenersi vivi, dovevano rischiare e cambiare pelle: “Dream it all up again”.
La band, quindi, non approdò agli anni ’90 mossa dall’intento di fottersene del planetario consenso sin lì accumulato (ancorché giocassero a lasciarlo intendere), o di affibbiargli una valenza subalterna rispetto al passato, bensì ponendosi un interrogativo cruciale: che direzione prendere per continuare a credere nel progetto U2? Certo, è impossibile disconoscere – ci mancherebbe altro! – la sfrontatezza e la mirabile audacia di quel salto, e di ciò va sicuramente attribuito pieno merito ai nostri. Altri gruppi avrebbero proseguito nel solco di una “With or Without You – parte 2” e buona notte ai suonatori.
Ma gli U2 erano lungimiranti. Paul McGuinness lo era. Tutti consapevoli che la strada all’apparenza più agevole li avrebbe portati ineluttabilmente a spegnersi. Loro invece – per fortuna, aggiungo io – avevano bisogno di non smarrire la propria identità, di non sopire quel “fuoco” che era arso crepitante sino ad allora.
Tale mutamento, però, lo ribadisco, ebbe luogo senza mai abdicare al perseguimento del successo commerciale, come dimostrano la rutilante imponenza dello Zoo Tv e l’accurata scelta dei singoli estratti dall’album. Non si può trascurare, infine. il peculiare contesto musicale dell’epoca, in pieno fermento, che assecondava metamorfosi del genere.
Dopo Pop, loro stessi furono i primi ad avvedersi che la rilevanza non poteva più prescindere dalla condiscendenza verso il mercato: se abbiano agito bene o male è la vexata quaestio che anima questo forum da oltre 20 anni.










