Ho ascolto l'ep diverse volte. Confermo l'apprezzamento per la piacevole e totalmente inaspettata sorpresa ottenuta da questa nuova uscita discografica degli U2, che segna una e propria novità nell'intero percorso della loro carriera, perché se si esclude U2-3, non si ravvisano altri Ep composti interamente da materiale inedito. Qui abbiamo addirittura sei canzoni, e penso che probabilmente con qualche altro pezzetto in più sarebbe potuto diventare addirittura un album vero e proprio (come accadde per Zooropa).
Alla prova dell'ascolto il dischetto mi è piaciuto. Ma è bene fare le debite considerazioni, perché non ci troviamo di fronte a del materiale degno della parte migliore della discografia degli U2 e nella sostanza la cifra qualitativa si assesta più o meno su quel "Re-Assemble" che due anni fa fu recuperato per il box del ventennale di How to dismantle an atomic bomb. Ecco, questo nuovo ep, sia dal punto di vista melodico che lirico più o meno sta lì, almeno secondo le mie primissime impressioni. Tuttavia si avverte perlomeno una certa intenzione di tornare a fare le cose in modo accurato, evitando sbavature, orpelli inutili e altre cacofonie assortite. I suoni sono belli, si sente che c'è stata una cura notevole in sede di ridefinizione del mix e del lavoro sulle sonorità. Si avverte anche una certa curiosità, seppur lo schema delle canzoni sia sostanzialmente legato ad una formula "mainstream". E poi mi piace il legame tematico delle canzoni, che cercano di spiegare l'attualità
Come già detto, il muro di chitarre eretto dall'apripista American obituary è bello saturo, con gli echi delle distorsioni che accompagnano il riff sporco e quegli effetti che un po' fanno pensare ai Black Rebel Motorcycle Club. Certo, la melodia non è il suo punto forte e a tratti si ha la sensazione del già sentito, con l'accostamento più immediato a quella Happiness che fu recuperata per il "Re-Assemble"
La dolce ballata semiacustica The tears of things sembra provenire dal repertorio dei primi Coldplay, con quel mood vagamente malinconico e quel crescendo espansivo che, si, un po' ricorda certe cose di David Bowie. Sono d'accordo con zooman quando dice che è la dimostrazione che gli U2 le canzoni belle le sanno ancora fare
Songs of future è un pezzetto piuttosto passabile, con quell'aria scanzonata nella melodia (ricorda un po' The showman) e quell'effetto acidulo della chitarra che un po' mi ricorda quella di Staring at the sun. Un pezzo orecchiabile e nulla di più
Il bozzetto poetico di Wildpeace è interessante, con quelle atmosfere sognanti, che ben si legano poi a One life at a time, che è uno dei pezzi più interessanti a mio parere di tutta l'opera. Le atmosfere sospese, gli echi sovrapposti, la progressione armonica sono tutti elementi interessanti. Mi piace poi come si inserisce in tutto questo la chitarra di The Edge e la batteria di Larry, che sembrano "spezzare" nel break quella specie di incantesimo. Bella davvero!
Di tutt'altro "spessore" Your eternally: sin dalle primissime note, dai primissimi suoni, si avverte che l'aria che tira non è certo buona, anzi! Peccato, perché la chitarra "tremolante" che si inserisce ricorda un po' gli Slowdive più recenti, ma nell'insieme il pezzo è di una banalità sconfortante, una di quelle cose che avremmo preferito metterci completamente alle spalle e non risentire mai più. E invece eccola ancora qua sta roba, con la grazia di uno scorreggione in compagnia dopo cena... E poi, diciamolo, che cazzo ci fa Ed Sheeran in un disco degli U2???? Perché??????????
Concludendo, ultimo pezzo a parte, il dischetto mi è piaciuto. A riprova che gli U2 se vogliono, qualcosa di buono sanno farla ancora. Han detto che il nuovo album sarà del tutto differente, più "gioioso". Io spero che lo sia in chiave folk celtico alla Pogues e che ci sia soprattutto Brian Eno
Messaggio modificato da René Ferretti il 18 February 2026 - 09:54 PM