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Il Prossimo Album Degli U2 Sarà Songs Of Ascent?


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#1051 Andreavox

Andreavox

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Inviato 30 July 2022 - 11:12 AM

@Baccus: scommetto che ti trovi d'accordo con lui ----> https://gabrielthefl.../21/miami-1997/

«U2 wrote “Miami“».

 
Chi usa YouTube da almeno dieci anni si sarà sicuramente imbattuto nella citazione sopraccitata. Per chi invece non l’avesse mai incontrata, o non ci avesse mai fatto caso, è bene partire da questa buffa curiosità per parlare di Miami. All’incirca nel biennio 2009-2010 sulla piattaforma online circolava un utente di nome “extreme67” che, sotto ad ogni video degli U2, commentava sempre con la stessa frase: “U2 wrote Miami”. Questo curioso personaggio non aveva altra finalità se non quella di diffondere questo messaggio. All’interno della community u2ica ebbe presto risalto tanto che, su vari forum online, si aprirono topic su topic per capire chi fosse questo individuo.
 
Oggi questo anonimo amante di Miami ha cambiato nome ed è rintracciabile con il nick “Spike Shooter”, ma i suoi graffiti digitali rimangono ancora lì, a testimoniare quel periodo in cui lo spam convulsivo portò il brano di PoP ovunque.
 
Nelle intenzioni di “extreme67” si può leggere una finalità precisa ossia quella di riportare all’attenzione dei fan un brano talmente unico nella discografia della band da essere spesso ripudiato. Ma il messaggio nasconde anche un seconda chiave di lettura, una critica velata: “gli U2 scrissero Miami“, cioè gli U2, pochi anni fa, avevano gli attributi per scrivere brani del genere.
 
 
 
Nella lunga e complicata gestazione di PoP — ne ho parlato approfonditamente QUI — Miami fu uno dei primi brani a vedere la luce e, di conseguenza, il primo risultato tangibile e definitivo del nuovo album che da lì a poco si apprestava a riempire gli scaffali dei negozi. Nel maggio 1996 la band si spostò in Florida per una session fotografica con Anton Corbijn. L’ambiente mondano contaminò profondamente gli U2 tanto da decidere di continuare le registrazioni proprio a Miami per trasferire in musica queste nuove sensazioni. Rimasero lì una decina di giorni lavorando allo Studios e proprio in quella settimana e mezza fu concepita Miami. Durante quella breve ma intensa permanenza negli Stati Uniti, l’11 maggio morì Bill Graham a causa di un attacco di cuore. Quando la band terminò i lavori l’album fu dedicato a lui.
 
«NON SIAMO ANDATI A CUBA PERCHÉ IL GOVERNO DEGLI USA AVEVA DECISO CHE CHIUNQUE FOSSE ANDATO LÀ RISCHIAVA DI NON TORNARE NEGLI STATI UNITI. SIAMO ANDATI NELLA CITTÀ GEMELLA DI CUBA: MIA MAMMA, MIAMI.»
[LARRY MULLEN JR.]
La città statunitense era un concentrato pulsante di vizi, uno spaccato perfetto di quello che PoP voleva rappresentare. Plastica e cuore, luci e ombre, apparenza ed identità. Un vortice in cui tutto era il contrario di tutto e dove nulla era sbagliato, solamente esageratamente cool. Gli U2 si gettarono dentro questo mare di pura follia e ne uscirono con un brano dal sapore voyeuristico dove l’osservare tornava il passatempo preferito del protagonista. In precedenza Babyface aveva usato lo stesso stratagemma — in cui la televisione veniva usata come strumento illusorio per soddisfare le proprie pulsioni — ma adesso siamo noi ad avere il controllo della situazione, siamo noi il regista che sta dietro l’occhio della telecamera. Girando per le strade osserviamo, catturiamo, selezioniamo ciò che attrae la nostra attenzione: bikini succinti che coprono seni al silicone, ragazze obese che osservano modelle magrissime durante i servizi fotografici, piscine dai riflessi blu come occhi seducenti, sigari fumanti in bocca a signorotti borghesi e macchine costose parcheggiate davanti a ville lussureggianti. Siamo pellegrini in una terra di perdizione. E ci piace, da morire.
 
Miami adotta un punto di vista già esplorato in Stay (Faraway, So Close) ma il fascino risiede proprio nel come essa lo stravolge: se prima era un angelo invisibile ad osservare, impotente, l’essere umano al suo fianco — in un rapporto d’amore impossibile tra chi vorrebbe essere e chi vorrebbe tornare a non-essere –, nel brano di PoP osserviamo avendo però la consapevolezza di essere-osservati, ma tra noi e la realtà c’è una telecamera. La tecnologia quindi è il filtro che ci mantiene a distanza di sicurezza da ciò che stiamo riprendendo; ne godiamo ma, al tempo stesso, ci permette di osservare le cose da un punto di vista distaccato. E’ una sorta di controllo morale, una specie di Super-Io elettronico, ci eccitiamo alla vista ma senza entrare nella vertigine del piacere. Pornografia di classe, se non possiamo beneficiare dei privilegi dei ricchi allora li registriamo, li riguardiamo, magari li rallentiamo e li osserviamo nei minimi particolari. La ragazza obesa ingorda o quella anoressica sui tacchi a spillo? Perché scegliere? Possiamo averle entrambe tutte le volte che vogliamo. E se avessi voglia di fumare un sigaro cubano nel giardino della mia villa? Posso farlo. Non è più immaginazione, è bispensiero: posso costruire e disfare una mia sensazione tutte le volte che mi pare; posso aver fatto e contemporaneamente non aver fatto essendo profondamente convinto di entrambe le cose. E’ l’innocenza perfetta. Fruire di tutto e rimanerne pulito. Illuso, ma illeso. Turismo creativo.
 
«USCIVAMO. CONOSCEMMO MOLTISSIME PERSONE MOLTO SERIE ED ALTRE DEL TUTTO SUPERFICIALI, E CI PIACQUERO ENTRAMBE. FUMMO INTRODOTTI ALL’ARTE DI FUMARE SIGARI. CI RITROVAMMO IN UNA SPECIE DI RITROVO NOTTURNO DI MAFIOSI. MICA ROBA VECCHIO TIPO, DEL TIPO SPUTACCHI E SEGATURA: TUTTO ERA TAPPEZZATO CON MORBIDI TAPPETI, ALTROCHÉ. E, INSOMMA, CI DIVERTIMMO. SIAMO VENUTI, ABBIAMO VISTO, ABBIAMO VINTO… STA NEL TESTO. ERA TUTTO LÌ E I NOSTRI OCCHI ERANO SPALANCATI. QUALCHE VOLTA.»
[ADAM CLAYTON]
Ma se andiamo più in profondità possiamo addirittura scorgere un complesso edipico nel protagonista, “Miami, mia mamma“, dove l’Es spinge dalle profondità del nostro inconscio per soddisfare le nostre pulsioni. Miami la desideriamo, la vogliamo, tanto da identificarla con la nostra mammina. Ci coccola, si prende cura di noi, ci protegge e ci soddisfa. Temiamo di perderla ed è per questo che dobbiamo renderla immortale con la nostra handycam perché vogliamo essere felici in eterno. Distrazione goduriosa, evasione inebriante, rassicurante rifugio. I fallimenti della nostra esistenza anestetizzati da Miami, una carezza sulla nuca e passa tutto. Una carezza e sentiamo la brezza dell’oceano. Un bacio, e siamo sotto il cocente sole americano. Appoggiati sulle ginocchia della mammina immaginiamo quelle della top-model che abbiamo filmato sulla videocassetta. Morboso desiderio strisciante. “Certi posti sono come la tua zietta/Ma non ci sono posti come/Miami“, già, nessuno è come la mamma.
 
Il testo di Miami è un brutale ritratto della società americana e del suo consumismo sfrenato, un ritratto però eseguito a regola d’arte lasciando nell’ombra dei soggetti i fantasmi e i cadaveri delle vittime. Se Promenade usava il flusso di coscienza per descrivere l’ambiente — e creare così una sorta di invito all’ascoltatore ad immaginarsi il luogo e le situazioni — qui tutto viene violentemente descritto mettendo insieme mondanità e sentimenti. L’effetto è talmente estraniante che funziona perfettamente; talmente bene che persino il desiderio umano di avere un figlio passa inosservato, “Tu hai detto… forse… voglio un bimbo da te… baby“, ma il tutto viene immediatamente riportato alla superficie quando si dichiara che “Potremmo fare qualcosa di stupendo/Qualcosa che non sarebbe un problema/Almeno non a… Miami“. Il sentimento diventa benzina per il consumismo. A Miami niente è un problema perché è il denaro a far girare le cose e tutti ne sono dipendenti. Tutti i soggetti descritti nella canzone hanno creato la loro felicità sul denaro e sul possesso. Nessuno è descritto per delle qualità diverse dal possedere, e, allo stesso modo, niente è descritto al di fuori dei beni di consumo. Miami è come Hollywood, e se alcuni possono avere il privilegio di entrare a far parte del copione come attori protagonisti, altri, al massimo, possono solo immaginarlo. Magari fingendosi i registi di quel film.
 
Allen Ginsberg — il famoso poeta che insieme a William Burroughs e Charles Bukowski segnò la poesia beat negli Stati Uniti — poco prima di morire, nel 1997, salì sul tetto della sua abitazione e ripreso da MTV lesse il testo di Miami. Ginsberg e Bono si frequentavano già da tempo e coltivavano una profonda stima reciproca. Le parole di Miami lette dal poeta assumono un taglio differente dove traspare tutto il sarcasmo di quest’ultimo esaltandone le contraddizioni; contraddizioni, però, lette col sorriso sulle labbra e con una leggerezza graffiante. Perché è così che funziona, il mondo va avanti lo stesso. Non si ferma nulla. Che tu rida o t’incazzi non fermerai mai l’ingranaggio che fa avanzare la macchina. L’unico risultato è una giornata felice in meno, quando invece saresti potuto essere in compagnia della tua mammina.
 
 
Musicalmente il brano è un trip hop ossessivo dove Howie B ha espresso al meglio tutto il suo potenziale. Solo in MoFo si avverte un groove ancora più trascinante. L’atmosfera è sostenuta da una batteria portentosa e dal basso sinuoso di Adam Clayton, i synth in sottofondo aggiungono un mood tenebroso, misterioso, mentre le parole scorrono veloci descrivendoci cosa sta osservando il protagonista attraverso la telecamera. Il contrasto che si viene a creare è la forza del brano dove il testo — così frivolo e materialistico — va a conciliarsi con un arrangiamento che tiene sempre in allerta l’ascoltatore grazie alla sua drammaticità latente. L’esplosione del ritornello funziona ma molto di più in versione live dove la voce di Bono aggiunge un’aggressività spiazzante; su disco, invece, tutto risulta sin troppo controllato e sottotono.
 
A conti fatti siamo di fronte al brano targato U2 più coraggioso, quello che si distacca prepotentemente da ogni canone della band e per questo veramente spiazzante. Un esperimento che in molti hanno tacciato come il punto più basso dell’intera discografia degli irlandesi. Salvo poi lamentarsi che non sperimentano cose nuove. Tipico. Personalmente lo reputo un brano lodevole e trovo che nel contesto di PoP non sia il problema maggiore; al contrario in Miami ho sempre visto la volontà di stravolgere ogni regola precedentemente scritta avvicinandosi allo spirito di Original Soundtracks vol. 1 dove la creatività veniva prima di ogni discorso puramente commerciale. Se PoP voleva essere un album dove la spiritualità e la contraddizione umana dovevano essere impacchettate con un’apparente materialità diffusa, allora Miami è il manifesto più rappresentativo di tutto il processo creativo e non è un caso che l’album del 1997 avesse come titolo provvisorio proprio Miami. Dentro questo brano, come abbiamo visto, pulsa un viscido mondo strisciante dove noi ne siamo fruitori e artefici. E’ come puntare il dito contro la nostra immagine specchiata.
 
Miami è il punto più basso. Non dell’album, ma del nostro desiderio di essere qualcuno.

Messaggio modificato da Andreavox il 30 July 2022 - 11:14 AM

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#1052 kukkumaruz

kukkumaruz

    Bannato per aver insultato gravemente un placer in privato

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Inviato 30 July 2022 - 11:12 AM

Ironia o no (e se lo fu, per me gli riuscì molto male) resto sempre sorpreso dal credito e dalla considerazione che un disco per me mediocre come Pop riscuote.
Alcune cose buone indubbiamente ci sono, ma almeno metà della tracklist sarebbe stata da cestinare senza pietà, e alcuni brani validi hanno avuto bisogno del live per esprimere tutto il loro effettivo potenziale, appena abbozzato su disco.
Miami una roba indifendibile, mi fece provare imbarazzo per loro.
Per il resto la penso come Gabriele.
Ho sempre ritenuto Behind, con tutti i suoi difetti, un disco migliore e più riuscito.
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#1053 @li

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Inviato 30 July 2022 - 11:13 AM

Comunque non capisco perché dover sempre esagerare. Si stava parlando e nn mi pare che nessuno abbia scritto ne’ che Miami sia un capolavoro ne’ che Beautiful Day sia una merda.

Anche perché il giochino si può fare anche al contrario con Gone e Elevation per esempio.



Sicuramente però rappresentano molto bene due fasi diverse della carriera di questa band (visto che All That You Can't Leave Behind nn è stato un episodio isolato ma il trend seguito da lì in poi, mentre Pop la fine dell’era iniziata con AB).

E questo direi che è proprio innegabile da chiunque.

Messaggio modificato da @li il 30 July 2022 - 11:18 AM

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#1054 Andreavox

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Inviato 30 July 2022 - 11:15 AM

Comunque non capisco perché dover sempre esagerare. Si stava parlando e nn mi pare che nessuno abbia scritto ne’ che Miami sia un capolavoro ne’ che Beautiful Day sia una merda.

Sicuramente però rappresentano molto bene due fasi diverse della carriera di questa band (visto che All That You Can't Leave Behind nn è stato un episodio isolato ma il trend seguito da lì in poi, mentre Pop la fine dell’era iniziata con AB).

A me Miami piace un botto. :D
Pensa.
Ahahahah

Dal vivo di più.


Messaggio modificato da Andreavox il 30 July 2022 - 11:16 AM

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#1055 Andreavox

Andreavox

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Inviato 30 July 2022 - 11:17 AM

Ironia o no (e se lo fu, per me gli riuscì molto male) resto sempre sorpreso dal credito e dalla considerazione che un disco per me mediocre come Pop riscuote.
Alcune cose buone indubbiamente ci sono, ma almeno metà della tracklist sarebbe stata da cestinare senza pietà, e alcuni brani validi hanno avuto bisogno del live per esprimere tutto il loro effettivo potenziale, appena abbozzato su disco.
Miami una roba indifendibile, mi fece provare imbarazzo per loro.
Per il resto la penso come Gabriele.
Ho sempre ritenuto Behind, con tutti i suoi difetti, un disco migliore e più riuscito.

In pratica non sono d'accordo su nulla di quanto hai scritto, ma il bello è appunto proprio questo.
Essere in disaccordo è una delle cose migliori che possono capitare in un forum.


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#1056 gabrielectric.to

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Inviato 30 July 2022 - 11:25 AM

Mettila così: All that più pop di POP e decisamente più radiofonico.

Niente di male eh.

 

 

certo, ma il punto è che gli u2 volevano, disperatamente, che anche Pop lo fosse. volevano che sbancasse le classifiche e generasse hit-singles.

non a caso, lo rimandarono di qualche mese e ciò nonostante volevano lavorarci sopra ancora qualche altro mese; non a caso, remixarono i singoli per renderli più...singoli; non a caso, nel best 90-00 rifecero 3 pezzi di pop.

 

e non lo dico io, eh. lo hanno detto loro in 1.000 interviste e in "u2byu2"



#1057 @li

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Inviato 30 July 2022 - 11:29 AM

certo, ma il punto è che gli u2 volevano, disperatamente, che anche Pop lo fosse. volevano che sbancasse le classifiche e generasse hit-singles.

non a caso, lo rimandarono di qualche mese e ciò nonostante volevano lavorarci sopra ancora qualche altro mese; non a caso, remixarono i singoli per renderli più...singoli; non a caso, nel best 90-00 rifecero 3 pezzi di pop.

e non lo dico io, eh. lo hanno detto loro in 1.000 interviste e in "u2byu2"

Lo volevano fin da Boy (e ci sono abbondantemente riusciti) ma la “cesura” e il cambiamento (radicale) dellla band è universalmente individuato con lo scoccare degli anni 2000. Quindi ti chiedo, visto che nn sei d’accordo con quanto ho scritto io, cosa è cambiato?

Messaggio modificato da @li il 30 July 2022 - 11:34 AM


#1058 gabrielectric.to

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Inviato 30 July 2022 - 11:29 AM

Comunque non capisco perché dover sempre esagerare. 

 

hai ragione, chiedo venia per i toni accesi di poco fa, mi è partito l'embolo



#1059 Andreavox

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Inviato 30 July 2022 - 11:32 AM

Vabbè, capita che ci si accenda per difendere i propri credo o punti di vista.
E' capitato anche a me. :D



#1060 Andreavox

Andreavox

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Inviato 30 July 2022 - 11:40 AM

certo, ma il punto è che gli u2 volevano, disperatamente, che anche Pop lo fosse. volevano che sbancasse le classifiche e generasse hit-singles.

non a caso, lo rimandarono di qualche mese e ciò nonostante volevano lavorarci sopra ancora qualche altro mese; non a caso, remixarono i singoli per renderli più...singoli; non a caso, nel best 90-00 rifecero 3 pezzi di pop.

e non lo dico io, eh. lo hanno detto loro in 1.000 interviste e in "u2byu2"

Sul discorso ambizioni di classifica l'ho scritto anche ieri e non ho nulla da obiettare.
Per quanto riguarda POP pensa che per me il fatto che non l'abbiano finito probabilmente è stato un bene perché di fatto non hanno tolto l'anima al disco.
Sono quasi sicuro che se avessero avuto un altro anno di tempo l'avrebbero rovinato come han fatto con più di un disco successivamente.
Se meno grezzo vuol dire troppo patinato me lo tengo volentieri così com'è.

Vado ovviamente anche contro quello che dicono loro stessi volentieri, e senza problemi.
:D

Messaggio modificato da Andreavox il 30 July 2022 - 11:57 AM

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#1061 René Ferretti

René Ferretti

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Inviato 30 July 2022 - 11:54 AM

sì infatti, non capire che BD è un capolavoro di scrittura, composizione e arrangiamento, e Miami un'immonda cacata mal riuscita e non finita, vuol dire capire davvero poco di musica

@ @li as usual, TVTB cmq ;-)


Però è pur vero che Miami è legata alla poetica di Allen Ginsberg

#1062 lince

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Inviato 30 July 2022 - 11:54 AM

Ringrazio ali e Andre di scrivere su Pop al posto mio, mi state risparmiando fatica :D

(Amare pop non significa dire che la valigia fa lezzo così come amare Miami non significa dire che beautiful day fa schifo ai cani e viceversa che Elevation sia meglio di Dò you feel loved, voglio sperare.)
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#1063 Walk_On

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Inviato 30 July 2022 - 12:20 PM

All That You Can't Leave Behind è un disco pop e non dimentichiamo che è strettamente collegato con million dollar hotel... Stateless e ground sono due canzoni di classe

#1064 Johnny Swallow

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Inviato 30 July 2022 - 12:24 PM

Comunque riguardo a POP io mi fido delle mie orecchie e mi pare che anche gli altri placers tranne Gabriele e kukku siano d’accordo.

Detto questo pace, ognuno la pensi come vuole. Move on :)

Messaggio modificato da Johnny Swallow il 30 July 2022 - 12:25 PM

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#1065 @li

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Inviato 30 July 2022 - 12:40 PM

Let’s move on. Comunque ho appena finito di ascoltarlo Pop e lasciatevelo dire da una che praticamente ormai nn ascolta quasi più gli U2: è ancora un disco da s…. one a due mani 😬
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