ripeto
si può parlare di oggettività se si impostasse il discorso facendo un confronto sulla quantità di figure retoriche, accordi, ecc.. o sulla complessità della musica di una canzone rispetto ad un'altra
invece fin ora si è voluto chiamare oggettività anche la forza delle immagini (mi sembra chiaro il controsenso) o la differenza tra una musica piatta come quella di moment ed una in crescendo come exit dicendo che quella in crescendo è oggettivamente meglio...sono sempre pareri soggettivi...un tormento non deve essere per forza come quello descritto in exit...lo stesso titolo "moment of surrender" dovrebbe essere esplicito!!!
Arzorro, capisco quello che dici. Proverò a risponderti in un altro modo. Già altrove ti ho fatto un esempio che esulava dalla musica e dagli U2 parlandoti di Montanelli per cercare di illustrare un concetto generale. Qui farò lo stesso.
Pensa a questi versi di Foscolo: "Forse perché della fatal quiete tu sei l'imago, a me sì cara vieni, o sera". Dimentichiamo per un attimo il problema metrico, e fermiamoci sull'immagine principale: la "fatal quiete", ovvia metafora della morte. Ora, a Foscolo è venuta in mente questa immagine; a me potrebbero venire in mente immagini diverse, quali (tanto per fare degli esempi) "sempiterno silenzio" (sempiterno è un omaggio al linguaggio di Illusion) o "tenebra infinita".
Proviamo a fare un confronto fra queste tre immagini. Il "sempiterno silenzio" è un'idea topica della morte che richiama due elementi ad essa afferenti: l'eternità e il silenzio, sia quello del morto che non emette più suoni, sia quello del lutto e del rispetto nei confronti del morto. Dunque, l'immagine esprime una durata ed un effetto sonoro, o meglio un effetto di assenza del suono nella durata; un modo discreto per definire la morte. Inoltre, si serve di un vocabolo come "sempiterno" che richiama un linguaggio prettamente poetico e relativo ad una tradizione aulica.
La "tenebra infinita" descrive anch'essa la morte tramite due elemtenti: il primo è l'oscurità, quindi un'indicazione coloristica; il secondo è l'indeterminatezza generica (infinito non è solo il tempo della morte, ma anche il suo spazio) e in un certo senso anche più angosciosa per questa genericità. Quest'immagine è forse un po' più banale poiché è un topos ben più antico quello che associa la morte all'oscurità.
Perché rispetto a queste due immagini (che sono mie invenzioni, quindi già per questo non sono degne di nota), la "fatal quiete", a prescindere che l'abbia scritta Foscolo, è un'immagine oggettivamente migliore? Innanzi tutto perché qui non si parla banalmente di silenzio o di oscurità, ma si parla di "quiete", cioè di qualcosa che calma, che placa, che rassicura. E questo elemento rassicurante è posto in ossimoro con un aggettivo tutt'altro che rassicurante, come "fatale". L'immagine della "fatal quiete", è favolosa perché non si limita a descrivere la morte (come il "sempiterno silenzio", o la "tenebra infinita") ma racchiude una serie di contraddzioni inerenti la morte con una semplicità unica. Inoltre, fa tutto questo senza un uso di lessico particolarmente desueto perché i termini "fatale" e "quiete" sono abbastanza comuni, dunque non ricorre ad espedienti di ricercatezza tecnica; una lieve patina di austerità all'immagine è data dall'apocope di "fatal" e dall'anticipazione dell'aggettivo.
Oggettivamente, dunque, esistono immagini migliori di altre. E se così non fosse, quando si studia Dante al liceo, ai vari Guittone, Bonagiunta, Cino da Pistoia, Cavalcanti, Guinizzelli e la lirica siciliana, bisognerebbe aggiungere tutto uno stuolo di poeti "minori" che si limitavano a riprendere le immagini topiche dei trovatori e ad usarle come esercizio tecnico. Così, invece, dato che ci sono poeti che hanno prodotto immagini migliori di altri, ci evitiamo una gran scocciatura nello studio.
Già so che ci sarà qualche idiota che pretestuosamente dirà "Heartbloom paragona bono a foscolo e alla poesia del duecento" cercando qualche pretesto polemico. Per cui dico ora che io non sto paragonando proprio un bel niente. Ho usato Foscolo per argomentare un principio generale che riguarda l'oggettività del valore artistico. Ho fatto un discorso generale che ognuno, a suo modo, se vorrà, potrà ricondurre ai vari discorsi particolari affrontati qui dentro.
Per quanto riguarda Exit, io non ho affatto detto che la musica di Exit è migliore di quella di Moment perché è in crescendo; ho detto che la musica di Exit è grande (a prescindere da Moment) perché, senza necessità del testo, descrive quello che di cui la canzone parla e ci fa quasi immedesimare nei pensieri del personaggio che è al centro del brano. Moment è un gospel; è ovvio che non fa questo. In quanto gospel, ha necessità del testo perché l'armonia e il sustain strumentale varia poco; ma proprio su quell'invarianza, la voce (comprese le controvoci) dovrebbe variare la linea melodica man mano che la canzone si avvia alla conclusione. Da fan degli U2 quale sei, avrai visto Across the Universe e avrai visto la meravigliosa versione gospel di Let it be dei Beatles... Nessuno vuole che Bono faccia quello che fa quella (strepitosa) cantante nera, ma serebbe stato bello se in Moment Bono avesse provato a modulare un po' di più la melodia. Concldo su Moment dicendo che un gospel non può fare a meno di un testo; un gospel senza testo è come una Ferrari che va perennemente in prima. Moment, nel mio modo di vedere, con il suo testo e col modo invariato di Bono (che inizia alto da subito, e non può certo inventarsi chissà che; si chiama Paul Hewson, non Mia Martini!) è una Ferrari che va in seconda, ogni tanto mette la terza ma poi scala subito.
Per Gabriel. Spero che dal discorso generale fatto ad Arzorro sulla possibilità di rinvenire un valore artistico oggettivo nei testi, tu abbia capito che non tutto ciò che Bono ha scritto nella sua carriera sia egualmente degno di nota. Lui può avere esigenza di esporre quello che vuole, ma io non sono obbligato ad applaudirlo o ad apprezzarlo solo perché lo ha fatto. Sarò ben felice di apprezzarlo se lo avrà fatto in una forma degna di questo nome. Ognuno, per capire i "filtri" di poeti e cantanti nello scrivere, di pittori nel dipingere, di musicisti nel fare musica e quantaltro, usa i mezzi che ha a disposizione, gli studi che ha fatto, le esperienze dirette che ha avuto. Ma un conto è cercare di capire, un altro conto è semplicemente dire "mi piace" o "non mi piace". Sono due cose diverse, perché attraverso la prima strada si può giungere (non sempre accade) a rinvenire il valore oggettivo di un'opera (cioè si può arrivare a dire "Picasso non mi piace ma è un genio"); attraverso la seconda ci si ferma a prendere in considerazione i propri gusti.
Nei post che ho scritto qui dentro, ho sempre detto "questo mi piace" ma oltre ad esternare un parere, ho cercato anche di capire il valore oggettivo (ammetto di non esserci sempre riuscito) di alcuni pezzi: così ho fatto quando ho parlato di until, exit, stay, quando ho proposto una interpretazione per Sometimes yuo can't make it... o per Winter, quando ho aperto un topic su Lemon. Altrettanto ho fatto (e anche qui non sempre ci sono riuscito) quando ho detto "questo non mi piace" in riferimento ai pezzi di No Line On The Horizon. Qualcuno, invece, dice "questo mi piace" o "questo non mi piace" e non gli importa niente di nient'altro. Ma allora perché scrivere su un forum?!
In più, Gabriel, quando dici che io paragono Running a Moment e che non posso pretendere che Bono scriva come 20 anni fa, sbagli perché io quel paragone non l'ho fatto per dire che Bono debba scrivere le stesse cose che scriveva un tempo, ma per dire che quando Bono è ispirato (a prescindere se era nel 1982 o nel 2009) le immagini che produce sono molto comunicative. E' ovvio che io voglio, anzi io esigo, che Bono non scriva come 20 anni fa, ma nella diversità della sua scrittura e delle esperienze che l'hanno determinata, mi piacerebbe ritrovare una forte potenza comunicativa.
In generale possiamo dire che Foscolo non parla della morte solo come "fatal quiete"; per la morte di suo fratello dice, ad esempio, "... gemendo il fior dei tuoi gentil anni caduto"; ecco, il fiore caduto della giovinezza è un'altra immagine della morte, prodotta da Foscolo in un contesto diverso da quello della "fatal quiete" e per un'occasione del tutto diversa; eppure "il fior dei tuoi gentil anni caduto" è un'immagine comunicativa e potente almeno quanto la "fatal quiete" che già di suo è bellissima. Anche questo è un discorso generale per dire che è possibile scrivere cose diverse in momenti diverse, ma di qualità valida. Non sto paragonando Bono a Foscolo, e chi mi rinfaccia questo lo fa per avere un qualche argomento da ribattermi.
In relazione a Moment, io ho semplicemente detto che le immagini del suo testo che danno l'idea di un drogato non sono dello stesso valore artistico delle immagini che troviamo in Running. Mamma mia, che fatica 'sti post!
Messaggio modificato da heartbloom il 29 June 2009 - 04:16 PM