Per me è uno degli album degli U2 che ascolto di meno. L'ho riascoltato giusto ieri proprio in occasione dell'anniversario
Non nascondo che ad un primissimo impatto lo trovai addirittura bello, complice la delusione fortissima che provai quattro anni prima con All that you can't leave behind (mentre, ironia della sorte, oggi quest'ultimo l'ho completamente rivalutato). Tuttavia la prima volta che ascoltai Vertigo (la diedero in anteprima su Radio Capital a mezzanotte, credo, del 15 o 16 settembre 2004, boh, non ricordo bene) dovetti mandarla almeno una cinquantina di volte per trovarla accettabile...
Probabilmente ero entrato nell'ottica che questo disco DOVEVA essere bello dopo la delusione. In realtà oggi non lo trovo brutto, anzi, ma non si può negare che sia fortemente incoerente con le intenzioni iniziali. Gli U2 parlavano di un album fortemente aggressivo, di un ritorno allo spirito del rock'n'roll primordiale, di testi arrabbiati, politici... E invece a parte Vertigo, col suo giro di basso alla Joy Division e il riff alla Sonic Youth (Dirty Get On Your Boots (la peggior canzone degli U2) forse?) e il garage di All because of you, avevamo un album che invece aveva fatto del più canonico sound tradizione alla U2 il suo marchio. Di aggressivo e arrabbiato c'era ben poco, e di certo i paragoni con War erano del tutto fuori luogo. Semmai in certi punti, almeno a livello testuale, suonava retorico e forse un po' pomposo (vedi l'ecumenismo di Yahweh o l'attivismo di Crumbs from your table). Si sente anche la mano di tantissime persone in fase di produzione, e questo lo rende ancora più caotico e sfilacciato rispetto al disco precedente, che perlomeno vantava una maggiore uniformità stilistica (colgo l'occasione per ribadire che All that you can't leave behind è probabilmente l'ultimo album veramente "coerente" degli U2)
Poi forse è da lì che gli U2 perdono un po' il contatto con la realtà, inserendosi in una serie di cose che li inghiottiranno (chessò il discorso Apple, alcune cose discutibili relative alla fondazioni di Bono, e altre cosette) in un "vortice" (ehm...) ancora più autoreferenziale, autocompiaciuto. E di cui forse quest'album ne ha sofferto