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The Joshua Tree


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Discussione: The Joshua tree (736 utenti che hanno buttato i voti)

The Joshua tree

  1. Where the streets have no name (288 voti [39.13%])

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  2. I still haven't found what I'm looking for (37 voti [5.03%])

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  3. With or without you (111 voti [15.08%])

    Percentuale di voto: 15.08%

  4. Bullet the blue sky (25 voti [3.40%])

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  5. Running to stand still (101 voti [13.72%])

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  6. Red hill mining town (21 voti [2.85%])

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  7. In God's country (21 voti [2.85%])

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  8. Trip through your wires (5 voti [0.68%])

    Percentuale di voto: 0.68%

  9. One tree hill (32 voti [4.35%])

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  10. Exit (81 voti [11.01%])

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  11. Mothers of the disappeared (14 voti [1.90%])

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#121 René Ferretti

René Ferretti

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Inviato 09 March 2020 - 10:30 AM

Trentatre anni oggi! 


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#122 Vertigo1987

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Inviato 09 March 2020 - 01:32 PM

Auguri a questo capolavoro della musica di tutti i tempi
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#123 sere sere

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Inviato 09 March 2020 - 02:43 PM

https://www.hotpress...a-tree-22807969


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#124 U24life

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Inviato 09 March 2020 - 03:57 PM

https://www.hotpress...a-tree-22807969



Grazie @sere

"Il Joshua Tree salva la roccia dal suo decadimento, coraggiosamente e spudoratamente basandosi sul mainstream prima di decollare abilmente in diverse dimensioni superiori."

Bellissima questa immagine.
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#125 massimo188

massimo188

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Inviato 23 March 2020 - 06:22 PM

che ne pensate di sta cover?

 

 

pessima!
incommentabile :)

 

quasi 5 anni dopo, ti dico che non la trovo così pessima ed inascoltabile :D

tu Life?



#126 kukkumaruz

kukkumaruz

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Inviato 18 July 2020 - 12:21 PM

Stamattina, dopo tempo immemore, ho riascoltato The Joshua Tree.
E, come sempre, riascoltarlo scatena in me ricordi ed emozioni di tutti i tipi.
Vissi quello che si può considerare il loro periodo d'oro (1987-1993) quasi in diretta (scoprii gli U2 con Joshua nella tarda primavera/estate dell'88, quindi con un annetto di ritardo) e fu, per tanti punti di vista, una rivelazione.
All'epoca ero già un fedele adepto di Jim Morrison e dei Doors e ascoltavo tanto pop che andava all'epoca, qualcosa di Springsteen, iniziavo a farmi le ossa su David Bowie e poco altro...Pink Floyd e Dylan ancora erano fuori dai miei radar.
Gli U2 mi aprirono un mondo.
Premetto, e la cosa mi causerà un linciaggio virtuale... ma pazienza, che oggi non considero gli U2 una delle band più importanti della storia del rock.
Hanno scritto pezzi memorabili, pubblicato grandi dischi, ma nessun capolavoro assoluto, quanto meno per come lo intendo io.
Nessuno dei loro dischi ha la forza dirompente, la capacità di stravolgere la storia della musica e di poter fare da spartiacque di un'epoca, identificando un "prima" e un "dopo" (Nervermind dei Nirvana è l'ultimo, in ordine cronologico, che mi viene in mente).
Per intenderci, non hanno scritto The Doors, VU & Nico, Blonde On Blonde, Freak Out! o Dark Side Of The Moon: e, nonostante quello che comunemente si sostiene, i loro dischi "sperimentali" degli anni 90 di sperimentale hanno ben poco, si limitano a recepire le nuove tendenze musicali per rinnovare il proprio sound.
Gli U2 sono stati sempre un gruppo "conservatore" se paragonati ad altri giganti della storia del rock.
Ma gli U2, a differenza di tanti altri gruppi, rimangono la band che ha maggiormente influenzato la mia crescita musicale e che più mi è rimasta nel cuore, e Joshua Tree resta il disco che rappresenta quella fase splendida ed irripetibile della mia adolescenza.
Quando poggiai la testina sui solchi del lato A del vinile di JT e parti' l'intro di Streets era già amore, per me niente sarebbe stato più come prima.
Mi entrarono nel sangue, lentamente ma inesorabilmente, e la mia percezione della musica cambiò. Crebbi con loro.
Prima scoprii tutti i loro vecchi dischi, l'emozione di ascoltare War e Unforgettable Fire con il walkman, mentre camminavo da solo nella neve di Milano nel gennaio del 1989 non la posso dimenticare...e ci fu R&H, il disco ma soprattutto il film, che mi convertirono ciecamente alla fede uduica, le immagini di quel film ancora oggi mi causano brividi e commozione: non solo grandi musicisti, ma anche grandi uomini.
Nel mio immaginario il prototipo della rockstar sono sicuramente il "maledetto" Jim Morrison o l'istrione Mick Jagger, ma il Bono della Bad di R&H o delle riprese magnifiche al Sun Devil Stadium non è certo da meno.
Ma ci sono anche loro per le strade di Harlem, a Graceland, il Bono rabbioso come non mai di Silver & Gold e Sunday Bloody Sunday...
Per anni gli U2 sono stati il mio universo, mi hanno dato l'impulso per scoprire tanta nuova musica, dagli Stones a Dylan, dai Beatles ai Joy Division.
Sono stati il "light bulb hanging over my bed".
Poi io sono cambiato, loro sono cambiati e la passione da parte mia un po' è scemata, non lo posso negare.
Ma l'Albero resterà sempre, se non un capolavoro del rock come ho già spiegato, uno dei dischi FONDAMENTALI per la mia formazione musicale, così come gli U2, nonostante alcune delusioni che mi hanno causato negli anni, resteranno per sempre una delle band del mio cuore.
In fondo nella vita capita di amare una donna anche se ci si rende conto che non è la più bella del mondo, no?

Messaggio modificato da kukkumaruz il 18 July 2020 - 05:04 PM

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#127 Bruce

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Inviato 18 July 2020 - 05:20 PM

Ho letto ho letto...ma a U2 gruppo conservatore non ce l'ho fatta più...mi spiace.

#128 Bruce

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Inviato 18 July 2020 - 05:55 PM

Boy

UF

AB

Zooropa

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Ma lo stesso October...tutto sono tranne dischi di un gruppo conservatore secondo me...anche considerando il periodo di uscita.

#129 René Ferretti

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Inviato 18 July 2020 - 07:11 PM

Non scherziamo: The Joshua Tree è una delle pietre miliari di tutta la storia del rock

Non ha nulla, proprio nulla da invidiare a ben altre pietre miliari. E come ciascuna di loro, ha segnato la storia
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#130 kukkumaruz

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Inviato 18 July 2020 - 08:10 PM

Non scherziamo: The Joshua Tree è una delle pietre miliari di tutta la storia del rock

Non ha nulla, proprio nulla da invidiare a ben altre pietre miliari. E come ciascuna di loro, ha segnato la storia

Opinione assolutamente legittima e rispettabile con la quale però, come ho scritto sopra, non mi trovo per nulla d'accordo, ma ci sta.
Quando si parla d'arte (e la musica indubbiamente lo è) subentrano sempre elementi soggettivi che influenzano il giudizio, vuoi per sensibilità personali, vuoi per inclinazioni particolari, vuoi semplicemente per una diversa percezione della forma d'arte in questione.
Il senso del mio post era proprio questo: che si consideri o meno TJT un capolavoro della musica, io gli riconosco un ruolo fondamentale nella mia crescita musicale.
Ritengo che ci siano decine di dischi artisticamente superiori, in termini di qualità musicale, di innovazione, di contenuti. È un'opinione che può piacere oppure no, ma è la mia, e vale esattamente come quella di chiunque altro.
Ma, allo stesso tempo, non posso negare che siano pochissimi gli album che mi regalano le stesse emozioni che l'Albero mi dà.
Il senso è questo: che in musica o, in generale, nell'arte, spesso la "ragione" cede il passo al sentimento.
Questo era il significato del mio intervento.

Messaggio modificato da kukkumaruz il 18 July 2020 - 09:23 PM


#131 Vertigo1987

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Inviato 18 July 2020 - 11:07 PM

Stamattina, dopo tempo immemore, ho riascoltato The Joshua Tree.
E, come sempre, riascoltarlo scatena in me ricordi ed emozioni di tutti i tipi.
Vissi quello che si può considerare il loro periodo d'oro (1987-1993) quasi in diretta (scoprii gli U2 con Joshua nella tarda primavera/estate dell'88, quindi con un annetto di ritardo) e fu, per tanti punti di vista, una rivelazione.
All'epoca ero già un fedele adepto di Jim Morrison e dei Doors e ascoltavo tanto pop che andava all'epoca, qualcosa di Springsteen, iniziavo a farmi le ossa su David Bowie e poco altro...Pink Floyd e Dylan ancora erano fuori dai miei radar.
Gli U2 mi aprirono un mondo.
Premetto, e la cosa mi causerà un linciaggio virtuale... ma pazienza, che oggi non considero gli U2 una delle band più importanti della storia del rock.
Hanno scritto pezzi memorabili, pubblicato grandi dischi, ma nessun capolavoro assoluto, quanto meno per come lo intendo io.
Nessuno dei loro dischi ha la forza dirompente, la capacità di stravolgere la storia della musica e di poter fare da spartiacque di un'epoca, identificando un "prima" e un "dopo" (Nervermind dei Nirvana è l'ultimo, in ordine cronologico, che mi viene in mente).
Per intenderci, non hanno scritto The Doors, VU & Nico, Blonde On Blonde, Freak Out! o Dark Side Of The Moon: e, nonostante quello che comunemente si sostiene, i loro dischi "sperimentali" degli anni 90 di sperimentale hanno ben poco, si limitano a recepire le nuove tendenze musicali per rinnovare il proprio sound.
Gli U2 sono stati sempre un gruppo "conservatore" se paragonati ad altri giganti della storia del rock.
Ma gli U2, a differenza di tanti altri gruppi, rimangono la band che ha maggiormente influenzato la mia crescita musicale e che più mi è rimasta nel cuore, e Joshua Tree resta il disco che rappresenta quella fase splendida ed irripetibile della mia adolescenza.
Quando poggiai la testina sui solchi del lato A del vinile di JT e parti' l'intro di Streets era già amore, per me niente sarebbe stato più come prima.
Mi entrarono nel sangue, lentamente ma inesorabilmente, e la mia percezione della musica cambiò. Crebbi con loro.
Prima scoprii tutti i loro vecchi dischi, l'emozione di ascoltare War e Unforgettable Fire con il walkman, mentre camminavo da solo nella neve di Milano nel gennaio del 1989 non la posso dimenticare...e ci fu R&H, il disco ma soprattutto il film, che mi convertirono ciecamente alla fede uduica, le immagini di quel film ancora oggi mi causano brividi e commozione: non solo grandi musicisti, ma anche grandi uomini.
Nel mio immaginario il prototipo della rockstar sono sicuramente il "maledetto" Jim Morrison o l'istrione Mick Jagger, ma il Bono della Bad di R&H o delle riprese magnifiche al Sun Devil Stadium non è certo da meno.
Ma ci sono anche loro per le strade di Harlem, a Graceland, il Bono rabbioso come non mai di Silver & Gold e Sunday Bloody Sunday...
Per anni gli U2 sono stati il mio universo, mi hanno dato l'impulso per scoprire tanta nuova musica, dagli Stones a Dylan, dai Beatles ai Joy Division.
Sono stati il "light bulb hanging over my bed".
Poi io sono cambiato, loro sono cambiati e la passione da parte mia un po' è scemata, non lo posso negare.
Ma l'Albero resterà sempre, se non un capolavoro del rock come ho già spiegato, uno dei dischi FONDAMENTALI per la mia formazione musicale, così come gli U2, nonostante alcune delusioni che mi hanno causato negli anni, resteranno per sempre una delle band del mio cuore.
In fondo nella vita capita di amare una donna anche se ci si rende conto che non è la più bella del mondo, no?



Bhe io credo che TJT sia uno dei piu’ grandi capolavori della storia del rock! Credo sia stato fondamentale per gli anni dopo e ti dico di piu’ con AB a livello di innovazione e aver scombussolato il mondo musicale di quei tempi si sono superati! JT e’ pure emozioni, chi ama questa band non puo’ non emozionarsi con quell album, e’ un pezzo di vita di ognuno di noi! Poi rispetto i pareri

#132 voxlebon

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Inviato 18 July 2020 - 11:44 PM

Stamattina, dopo tempo immemore, ho riascoltato The Joshua Tree.
 

 

Grande Kukku!

quoto quasi tutto il tuo post.


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#133 René Ferretti

René Ferretti

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Inviato 19 July 2020 - 06:06 AM

Opinione assolutamente legittima e rispettabile con la quale però, come ho scritto sopra, non mi trovo per nulla d'accordo, ma ci sta.
Quando si parla d'arte (e la musica indubbiamente lo è) subentrano sempre elementi soggettivi che influenzano il giudizio, vuoi per sensibilità personali, vuoi per inclinazioni particolari, vuoi semplicemente per una diversa percezione della forma d'arte in questione.
Il senso del mio post era proprio questo: che si consideri o meno TJT un capolavoro della musica, io gli riconosco un ruolo fondamentale nella mia crescita musicale.
Ritengo che ci siano decine di dischi artisticamente superiori, in termini di qualità musicale, di innovazione, di contenuti. È un'opinione che può piacere oppure no, ma è la mia, e vale esattamente come quella di chiunque altro.
Ma, allo stesso tempo, non posso negare che siano pochissimi gli album che mi regalano le stesse emozioni che l'Albero mi dà.
Il senso è questo: che in musica o, in generale, nell'arte, spesso la "ragione" cede il passo al sentimento.
Questo era il significato del mio intervento.


Ogni parere è legittimo, ci mancherebbe. Ma sono proprio alcuni degli elementi che hai evidenziato tu nella descrizione delle pietre miliari, che appartengono anche a The Joshua Tree, e che lo rendono uno dei dischi più importanti di sempre

 

Quello che non riesco a capire bene del tuo discorso è cosa abbia di meno The Joshua Tree rispetto, chessò, ad un Dark side of the moon...

Se parliamo di preferenze musicali, allora il discorso fila, nel senso che tu, legittimamente puoi ritenere altri album "superiori" a lui, ma è appunto una questione soggettiva. Ma se facciamo un'analisi critica dei vari fenomeni musicali, e quindi ci sforziamo di entrare in una visione un po' più "obiettiva", ci renderemmo conto che The Joshua Tree per composizione, interpretazione, esplorazione musicale, visione poetica, impatto sulla cultura e sul pubblico, è uno dei dischi più importanti di sempre, che non ha nulla, proprio nulla, da invidiare ad altre pietre miliari. Tieni conto che è un album uscito nel 1987, e che ribadiva l'importanza della scrittura rock in un'epoca nella quale andavano di moda altre consonanze. Un album "fuori moda", "alieno", che però seppe imporsi come solo ai grandi dischi può capitare di fare... Non solo, è un album che, esattamente come alcuni citati da te, è perfettamente calato nella sua epoca, ma potrebbe anche essere stato scritto e pubblicato ieri, nel senso che è sempre attuale, sia come suona, che nel cosa descrive. 

 

Il punto, semmai, caro kukku, per me, è un altro: è che oggi si fa fatica a riconoscere agli U2 il giusto merito (un po' anche per colpa loro). E' in atto una specie di opera di ridimensionamento del fenomeno U2 all'interno della storia del rock, come se si fosse trattato di un fenomeno popolare ma corollario, e non di una delle espressioni più appassionate, coinvolgenti ed intense che siano mai avvenute. Di conseguenza un po' tutti noi, qualche volta, ci troviamo "a disagio" nel dover ribadire l'importanza dei quattro irlandesi. Per dirtene una: tante volte, nelle varie discussioni con amici appassionati di musica, mi è capitato di sentire roba come: "Si, d'accordo, grandi, ma vuoi mettere il jingle-pop psichedelico dei Cramps? E la wave degli Echo & The Bunnymen? L'epica dei Simple Minds?"... Roba così, che a me è sempre parsa un po' tirata per i capelli, giusto per rilanciare qualche laconica controparte. I generi sono tanti, è ovvio che vi siano tanti grandi dischi in giro, ma perché contrapporli pretestuosamente agli U2? Per dirtene un'altra: l'altro giorno erano i trentacinque anni dal Live Aid, e molte riviste online, fanzine, blog, hanno ricordato l'evento. Ora, proprio l'interpretazione degli U2 è stata una delle più intense e affascinanti, una di quelle che da sempre più si ricordano... come cazzo è che pochi in questa occasione ne hanno fatto cenno? Come se quell'esibizione fosse stata una delle tante, e non una delle più belle e importanti. E tante altre cose...

 

Chiudendo, ribadisco quello che penso, e cioè che a mio modesto parere The Joshua Tree è legittimamente da considerare uno dei dischi più importanti di sempre. Gli U2 non sono un gruppo "originale" in senso stretto, su questo posso essere d'accordo (nel senso che non hanno inventato un genere, come ad esempio è successo ai conterranei My Bloody Valentine, difatti teorizzatori dello shoegaze), ma hanno coniato uno stile, una tecnica personale, una capacità interpretativa assolutamente unica e riconoscibile, che ha finito per influenzare generazioni di artisti, e The Joshua Tree condensa tutte queste straordinarie abilità, rimanendo un esempio di scrittura e interpretazione unico (trovami un altro album simile a questo). Non si tratta di fare ovviamente questioni di parti, ma di analizzare per bene il fenomeno del rock, all'interno del quale, per me, gli U2 non sono semplici comparse. Poi, per carità, ciascuno può avere le più che sacrosante opinioni, ci mancherebbe. Alla fine si parla di dischi e di musica, non è che stiamo bestemmiando in chiesa o abbiamo disconosciuto la carta dei diritti umani. Riconosco in te una conoscenza musicale molto approfondita e una capacità di interrogarsi e guardarsi attorno sul mondo del rock non superficiale, oltre ad una curiosità molto grande (questo forum lo attesta), ma perdonami se su quest'argomento non solo non mi trovi d'accordo, ma non capisco dove vuoi andare a parare (in chiave ovviamente argomentativa e analitica, non in quella personale)


Messaggio modificato da Bruce Springsteen il 19 July 2020 - 06:53 AM

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#134 René Ferretti

René Ferretti

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Inviato 19 July 2020 - 07:14 AM

Sul discorso della sperimentazione dei dischi degli anni '90, devo riconoscere che hai ragione, ma in parte. Hai ragione quando dici che gli U2 recepiscono gli umori e le sonorità che giravano all'epoca, ma dimentichi che poi loro le declinano nella loro composizione in una formula assolutamente personale. Pertanto non mi trovi d'accordo poi quando dici che di sperimentale hanno ben poco, perché in quegli album gli U2 non si "limitano" a contaminare la loro musica, ma stravolgono la loro composizione: è proprio il processo creativo in atto ad essere completamente diverso. Per dire: Achtung baby nasce dall'esplorazione delle sonorità dance provenienti dal fenomeno di Madchester, questo è vero, ma va ben oltre quel fenomeno, lambendo l'elettronica tedesca e il glam rock degli anni '70, portando ad un drastico stravolgimento che impattò non solo sulle sonorità e sui testi, ma anche sulla loro stessa immagine. Sono pochi i gruppi ad aver avuto un cambiamento di tendenza così drastico e repentino. Zooropa va ben oltre, arrivando a smarrire quasi del tutto l'epica di fine anni '80. Come detto nel post precedente, non è una bestemmia sostenere che gli U2 non abbiano inventato un genere, ma è oltremodo ingiusto sostenere che la loro ricerca si sia limitata a captare solo quanto girava attorno... 

 

Il processo di sperimentazione poi non è un fattore esclusivo degli anni '90. Già negli anni '80 gli U2 hanno esplorato (grazie all'ausilio di Brian Eno) territori sonori a loro sconosciuti. Ho sempre pensato in tal senso che proprio The unforgettable fire sia il loro album più sperimentale: se ci pensi bene di canzoni definite in senso tradizionale ce ne sono molto poche, da Pride alla title-track (che comunque è tutt'altro modo di suonare rispetto a quello che avevano fatto fino a War). Il resto sono bozzetti sonori, in continua evoluzione, che molto spazio lasciano alla rarefazione e alla crescita (l'esempio più lampante è Bad, che è splendida nella sua non definizione, e che dal vivo permette agli U2 di farla crescere continuamente). E lo stesso The Joshua Tree nasce da quel genere di esplorazione (porca miseria, negli anni '80, gli U2 esplorarono il gospel e ne tirarono fuori una hit mondiale!!!). E seppur in maniera un po' più goffa, persino in Rattle and hum

 

Quindi anche qui mi trovi abbastanza in disaccordo, perché gli U2 fino alla fine degli anni '90 sono state una delle poche band ad essersi sempre messe in discussione, e spesso in modo radicale. Non capisco cosa abbiano di "conservatore" (se gli U2 son conservatori, i Pearl Jam allora cosa sono?) in tal senso. Ci sono i dischi a testimoniarlo


Messaggio modificato da Bruce Springsteen il 19 July 2020 - 07:21 AM

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#135 kukkumaruz

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Inviato 19 July 2020 - 07:38 AM

Bellissimi post, entrambi molto interessanti e devo dire in gran parte condivisibili.
Peraltro su The Unforgettable Fire mi trovi perfettamente d'accordo, se dovessi indicare un disco degli U2 davvero sperimentale non esiterei ad indicare quello.
Quando parlo di pietre miliari mi rendo conto di essere probabilmente un po' rigido, sono forse eccessivamente selettivo.
Vero fu storicamente che gli U2 con Joshua riaffermarono la centralità del rock in un'epoca in cui il rock era divenuto marginale nel panorama musicale.
Dal punto di vista della scrittura è splendido e non ci piove; musicalmente però si tratta di un viaggio nelle radici della musica statunitense (non per nulla si viene definito il loro disco americano) che produce risultati eccelsi ma che non inventa nulla nuovo, se non regalare al mondo grande musica. A mio avviso manca l'elemento creativo, nel senso di definire un nuovo genere, un nuovo stile.
Allo stesso modo la penso su AB e Zooropa, nel senso che gli U2 captarono mirabilmente tendenze che già c'erano (AB poi fu anche influenzato dal luogo in cui registravano) e le rielaborarono con grande maestria. Lo considero un grande merito, non certo una colpa. Gli U2 rivoluzionarono la loro musica, ma non la musica in generale. Questo per me è il discriminante. Dal vivo invece nello Zoo Tv crearono qualcosa di unico, mai visto prima, in cui musica e immagini si fondevano inscindibilmente, provocando si' una rivoluzione nel concetto di show dal vivo.
Mi spiace che il termine "conservatore" abbia scatenato tanta "indignazione": il senso voleva essere che dopo aver posto le basi per un decennio promettente per la loro carriera, il fallimento commerciale di Pop diede vita ad un netto dietrofront, dando origine ad una sorta di Restaurazione di cui ancora oggi vediamo gli effetti. E mi viene da chiedermi cosa sarebbe stato se avessero proseguito per quella strada, fregandosene delle vendite.
Ma qui si rischia un OT clamoroso...

Messaggio modificato da kukkumaruz il 19 July 2020 - 07:53 AM

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