Nessun parere in campo di "critica" può ritenersi un dogma, men che meno quelli in fatto di punti di vista e opinione. Tu però sposti la questione sul successo e la rotazione nelle varie piattaforme, come modello ovviamente di gradimento, io cerco invece di puntare sul versante meramente artistico. E non si può negare, caro Illusion, che certe cose recenti degli U2, benché abbiano ottenuto un certo riscontro commerciale, siano poi rimaste lì, nel dimenticatoio, perché erano opere atte ad ottenere un certo tipo di risconto come obiettivo primario
Certo, poi tutto è relativo al nostro gradimento, ci mancherebbe, e certe cose vengono dette in virtù del desiderio di un sereno e pacato scambio di opinioni
Bruce, non vorrei avessi frainteso il mio intervento.
Ho preso spunto dal tuo post per scardinare l’assunto, a mio avviso erroneo, secondo cui gli U2 abbiano puntualmente pagato dazio, commercialmente parlando, per le deviazioni “pop” (lato sensu) degli ultimi lustri.
A meno che non abbia equivocato io l'asserzione “Questo per dire che certe cose poi non pagano...”.
Se invece circoscriviamo l’analisi alla rilevanza prettamente artistica, be’, è un altro paio di maniche, convengo con te. Sebbene, per i gusti del sottoscritto, innumerevoli brani post Pop (l’album, stavolta), siano certamente degni di encomio, artisticamente parlando: Kite, ad esempio, o Beautiful Day, o Every Breaking Wave, tanto per citarne alcuni. Ti dirò di più. Astraendomi dalla posizione di fan dalla lughissima militanza, giudico la bistrattata Vertigo una hit perfetta per l’obiettivo precipuo che sottendeva e l'epoca in cui è stata licenziata. Poi, certo, se mi si chiede di paragonarla a The Fly, Where The Streets Have No Name o Bad, vien da sé che la discussione si chiude, per manifesta inferiorità, ancora prima che abbia inizio.